Mangiare all’aperto II: Pizza. Uno dei doni di Napoli al mondo

foto: pixabay.com

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Ho usato il mio libro di ricette per pasta di pizza preferito per il nostro esperimento di pizza all’aperto nel Lazio, quello di… Sophia Loren! Il suo libro di cucina ‘Sophia Loren’s Recipes and Memories’ edito da GT Publishing, è un punto di riferimento nella mia cucina, non solo per i piatti familiari che incontro pagina dopo pagina, ma anche perché mi sento estremamente fashion consultando il suo libro, mentre combino guai in cucina. Mi piace pensare che ogni donna, soprattutto una come me con un po’ di sangue napoletano (1/4 nel mio caso), prova un po’ di magia, o almeno un senso di soddisfazione, sfogliando le pagine. È come se la bellezza, creatività, e fascino della Loren in qualche modo arrivino fino a noi attraverso queste pagine… Assieme alla sua storia, film, fotografie, anche le sue ricette per me contribuiscono a creare il personaggio che ammiro, come tutto il resto in Italia che rappresenta senza tempo di bellezza autentica.

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Ma torniamo alla pizza. Mentre stavo aggiungendo il lievito in acqua tiepida alla farina, stendendo la pasta e dandole dei solidi e ben posizionati pugni, guardando il libro di cucina di tanto in tanto, e persa nelle mie fantasie di Loreniane, mi sono resa conto di aver aggiunto 4 volte il lievito necessario! Per fortuna mia sorella Christine controllava l’operazione e lei è prontamente intervenuta per salvare la situazione. Abbiamo separato la massa in quattro, usandola come base per quattro nuovi panini di pizza aggiungendo la relativa farina. A questo punto, però, mi sono preoccupata ad alta voce di aver tradito la ricetta di Sofia, al che le mani di Christine si sono fermate, mi ha guardato e apostrofato così: “Little Grandma mi ha insegnato come fare la pasta di pizza, non ho bisogno di un libro che mi dica come fare questo e neanche tu ne avresti bisogno! ” (Little Grandma era la nostra bisnonna Clelia emigrata a New York da Caserta (NA) con il marito napoletano Giuseppe intorno al 1920). Ben detto Christine!

IMG_0098Come potete immaginare, l’impasto della pizza era perfetto, alla fine una sintesi delle ricette di due diverse donne napoletane che trasmettono le loro tradizioni e le tecniche a noi per via orale, in forma cartacea e in altri modi. Per quanto riguarda la salsa di pomodoro, a questo punto la so fare ad occhi chiusi: la chiave è la semplicità. Aglio rosolato per insaporire l’olio d’oliva prima di aggiungere i pomodori sbollentati, un pizzico di sale, uno di zucchero, e un po’ di basilico fresco. Sopra, niente sostituti: fiordilatte, con l’unica eccezione ammessa la mozzarella di bufala. Un altro paio di foglie di basilico per una perfetta pizza margherita tricolore. Una cena degna di una regina!

Abbiamo cucinato anche una variante senza salsa, solo olio di olive, sale grosso e rosmarino fresco dal giardino. Rossa o bianca, mangiatela calda fumante appena uscita dal forno, ed il pizzaiolo quest’estate andrà in vacanza presto!

-Odette

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English version

For our experiment with outdoor pizza making in Lazio I used my favorite pizza dough recipe…Sophia Loren’s! Her cookbook ‘Sophia Loren’s Recipes and Memories’ GT Publishing, is a staple in my home kitchen, not only for the familiar dishes she prepares page after page, but also because I feel extremely glamorous referring to her book as I make a commotion in my kitchen. I like to think that any woman, especially one like me with a bit of Neapolitan blood (1/4 in my case), feels some magic, or at least a sense of satisfaction, flipping through the pages of this cookbook. It’s as if La Loren’s beauty, creativity and overall fascino is somehow trickling down to us… Together with her story, films, and photographs, her recipes also contribute to create the persona that I admire, like everything else in Italy that represents timeless authentic bellezza.

Back to the pizza. As I was adding the liquidy lukewarm yeast to the flour to make the dough and then began to punch it and roll it out, glancing at the cookbook every now and then, getting lost in my fantasies of somehow being ‘like La Loren‘, I realized I had added 4x too much yeast to my first ball of dough! Luckily my sister Christine was supervising the operation and she stepped in to help. We set about redistributing the yeast and when I began to fret about straying from Loren’s recipe, Christine’s hands stopped moving, she looked up at me and said: “Little Grandma taught me how to make pizza dough. I don’t need a book to do this and neither do you!” (Little Grandma was our name for our great grandmother Clelia who emigrated to New York from Caserta (NA) with her Neapolitan husband Giuseppe around 1920). Well said, Christine!

As you can imagine, the pizza dough was perfect, in the end a synthesis of the recipes of two different Neapolitan women transmitting their traditions and techniques to us orally, in print and in other ways. As for the tomato sauce, I can make in my sleep at this point: simplicity is the key. Garlic to flavor the olive oil before adding the blanched tomatoes, salt to taste, a pinch of sugar, and a bit of fresh basil. On top, no substitutes: fiordilatte or even mozzarella di bufala. A couple more leaves of basil for a perfect tricolore pizza margherita. A meal fit for a queen!

We also did a variation with no sauce, just olive oil, rock salt, and fresh rosemary from the garden. Red or white, eat the pizzas hot, right out of the oven and the pizzaiolo won’t be able to keep up! Summer is in full swing!

-Odette

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