Aglio Olio Pili Pili all’Expo 2015

Entrare all’Expo 2015 è entrare in un universo di numeri e unità di misura. Trenta minuti per arrivare ai tornelli. Dalle tre alle cinque ore di fila per i padiglioni più gettonati come Giappone o Corea del Sud. 272.785 ingressi il giorno in cui siamo andate noi. Installazioni con percentuali di produzione, distribuzione e consumo di alimenti e gli strani collegamenti geografici conseguenti, come tra Vietnam  e Brasile che producono la maggior parte del caffè, mentre la Finlandia ha il più alto tasso di consumo pro capite. Con il tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” era naturale rappresentare argomenti salienti come bilancio di consumo, fame, obesità e sostenibilità in numeri per renderli misurabili, pensabili e, in un certo senso, digeribili.

produzione chicchi caffè padiglione Yemen padiglione Gabon padiglione Malesia

La nostra missione era sperimentare altri paesi. E questo l’abbiamo potuto fare visitando i piccoli padiglioni dei cluster di cioccolato, caffè, spezie, bio mediterraneo e isole mare e cibo. Abbiamo tutti una mappa mentale e personale della Terra fatta di conoscenza astratta e esperienza vissuta. Expo 2015 è stata molto celebrata e fortemente criticata, però il suo vero dono al visitatore era far avvicinare il mondo attraverso un elemento molto concreto, anzi fondamentale per la nostra vita: il cibo. Così le realtà più lontane e apparentemente disparate come Vanuatu, Yemen, Gabon, Uzbekistan, Montenegro, Maldive e Corea del Nord diventano identificabili e riconoscibili nello zucchero che mettiamo nel caffè, nel cioccolato e nella vaniglia che profumano la nostra pasticceria o nel sapore del mare.

Naturalmente abbiamo portato anche il nostro appetito. Non è una cosa facile avere così tante cucine internazionali a portata di piedi quindi abbiamo rifiutato le tentazioni di casa. Mentre passeggiavamo sul Decumano abbiamo fatto merenda con una profumatissima granadilla, frutta autoctona della regione andina. Più tardi da sedute abbiamo gustato i piatti della saporita e sofisticata cucina marocchina con tajine di pollo e limoni marinati e manzo con prugne e sesamo, zaalouk di melanzane e taktouka di peperoni. Poi con la birra al padiglione dell’Olanda siamo rientrate in Europa.

padigione Marocco piatti marocchini padiglione Olanda Expo Coop

Come ci ricordano i visi disegnati sul Supermercato del Futuro e le sculture enormi di popoli diversi all’uscita dell’Expo, l’altra voce nel dialogo sull’alimentazione e sul cibo siamo noi: gli umani. Da un lato è un richiamo alla consapevolezza che spetta a noi una produzione, una distribuzione e un consumo più equi e sostenibili. Dall’altro è anche una forte immagine della nostra uguaglianza davanti ad un piatto.

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