Full Video: L’On. Kyenge con Aglio Olio Pili Pili per Book Launch

…per tutti che non hanno potuto partecipare. Questo weekend abbiamo avuto l’immenso piacere di ospitare L’On. Cécile Kyenge, Rappresentante Europeo, e Fr. Alessandro Caspoli, Francescano, a #Bologna per una stimolante conversazione sull’integrazione e cibo che ha spaziato anche sui temi di convivialità e rispetto reciproco, sostenibilità alimentare, e culture enogastronomiche, con esempi specifici dal territorio bolognese fino al respiro Europeo ed internazionale.

Mille Grazie a L’On. Cécile Kyenge Kashetu Fr. Alessandro Caspoli e il moderatore Andrea Chierici di Taste Bologna. Ringraziamo anche Morellini Editore e nostro sponsor Coop Alleanza 3.0 Mille grazie al Comune di Bologna Iperbole Rete Civica Luisa Guidone e al Centro Amilcar Cabral.

Mangiare all’aperto II: Pizza. Uno dei doni di Napoli al mondo

foto: pixabay.com

foto: pixabay.com

Ho usato il mio libro di ricette per pasta di pizza preferito per il nostro esperimento di pizza all’aperto nel Lazio, quello di… Sophia Loren! Il suo libro di cucina ‘Sophia Loren’s Recipes and Memories’ edito da GT Publishing, è un punto di riferimento nella mia cucina, non solo per i piatti familiari che incontro pagina dopo pagina, ma anche perché mi sento estremamente fashion consultando il suo libro, mentre combino guai in cucina. Mi piace pensare che ogni donna, soprattutto una come me con un po’ di sangue napoletano (1/4 nel mio caso), prova un po’ di magia, o almeno un senso di soddisfazione, sfogliando le pagine. È come se la bellezza, creatività, e fascino della Loren in qualche modo arrivino fino a noi attraverso queste pagine… Assieme alla sua storia, film, fotografie, anche le sue ricette per me contribuiscono a creare il personaggio che ammiro, come tutto il resto in Italia che rappresenta senza tempo di bellezza autentica.

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Ma torniamo alla pizza. Mentre stavo aggiungendo il lievito in acqua tiepida alla farina, stendendo la pasta e dandole dei solidi e ben posizionati pugni, guardando il libro di cucina di tanto in tanto, e persa nelle mie fantasie di Loreniane, mi sono resa conto di aver aggiunto 4 volte il lievito necessario! Per fortuna mia sorella Christine controllava l’operazione e lei è prontamente intervenuta per salvare la situazione. Abbiamo separato la massa in quattro, usandola come base per quattro nuovi panini di pizza aggiungendo la relativa farina. A questo punto, però, mi sono preoccupata ad alta voce di aver tradito la ricetta di Sofia, al che le mani di Christine si sono fermate, mi ha guardato e apostrofato così: “Little Grandma mi ha insegnato come fare la pasta di pizza, non ho bisogno di un libro che mi dica come fare questo e neanche tu ne avresti bisogno! ” (Little Grandma era la nostra bisnonna Clelia emigrata a New York da Caserta (NA) con il marito napoletano Giuseppe intorno al 1920). Ben detto Christine!

IMG_0098Come potete immaginare, l’impasto della pizza era perfetto, alla fine una sintesi delle ricette di due diverse donne napoletane che trasmettono le loro tradizioni e le tecniche a noi per via orale, in forma cartacea e in altri modi. Per quanto riguarda la salsa di pomodoro, a questo punto la so fare ad occhi chiusi: la chiave è la semplicità. Aglio rosolato per insaporire l’olio d’oliva prima di aggiungere i pomodori sbollentati, un pizzico di sale, uno di zucchero, e un po’ di basilico fresco. Sopra, niente sostituti: fiordilatte, con l’unica eccezione ammessa la mozzarella di bufala. Un altro paio di foglie di basilico per una perfetta pizza margherita tricolore. Una cena degna di una regina!

Abbiamo cucinato anche una variante senza salsa, solo olio di olive, sale grosso e rosmarino fresco dal giardino. Rossa o bianca, mangiatela calda fumante appena uscita dal forno, ed il pizzaiolo quest’estate andrà in vacanza presto!

-Odette

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English version

For our experiment with outdoor pizza making in Lazio I used my favorite pizza dough recipe…Sophia Loren’s! Her cookbook ‘Sophia Loren’s Recipes and Memories’ GT Publishing, is a staple in my home kitchen, not only for the familiar dishes she prepares page after page, but also because I feel extremely glamorous referring to her book as I make a commotion in my kitchen. I like to think that any woman, especially one like me with a bit of Neapolitan blood (1/4 in my case), feels some magic, or at least a sense of satisfaction, flipping through the pages of this cookbook. It’s as if La Loren’s beauty, creativity and overall fascino is somehow trickling down to us… Together with her story, films, and photographs, her recipes also contribute to create the persona that I admire, like everything else in Italy that represents timeless authentic bellezza.

Back to the pizza. As I was adding the liquidy lukewarm yeast to the flour to make the dough and then began to punch it and roll it out, glancing at the cookbook every now and then, getting lost in my fantasies of somehow being ‘like La Loren‘, I realized I had added 4x too much yeast to my first ball of dough! Luckily my sister Christine was supervising the operation and she stepped in to help. We set about redistributing the yeast and when I began to fret about straying from Loren’s recipe, Christine’s hands stopped moving, she looked up at me and said: “Little Grandma taught me how to make pizza dough. I don’t need a book to do this and neither do you!” (Little Grandma was our name for our great grandmother Clelia who emigrated to New York from Caserta (NA) with her Neapolitan husband Giuseppe around 1920). Well said, Christine!

As you can imagine, the pizza dough was perfect, in the end a synthesis of the recipes of two different Neapolitan women transmitting their traditions and techniques to us orally, in print and in other ways. As for the tomato sauce, I can make in my sleep at this point: simplicity is the key. Garlic to flavor the olive oil before adding the blanched tomatoes, salt to taste, a pinch of sugar, and a bit of fresh basil. On top, no substitutes: fiordilatte or even mozzarella di bufala. A couple more leaves of basil for a perfect tricolore pizza margherita. A meal fit for a queen!

We also did a variation with no sauce, just olive oil, rock salt, and fresh rosemary from the garden. Red or white, eat the pizzas hot, right out of the oven and the pizzaiolo won’t be able to keep up! Summer is in full swing!

-Odette

Colazione americana con Bacon!

E’ sabato mattina o meglio ancora domenica, avete potuto dormire fino a tardi. Forse avete avuto una settimana piena di lavoro, siete andati a letto tardi la sera prima o avete avuto una cena troppo leggera. C’è che vi siete svegliati con una fame nera!

Cosa c’è di meglio di una colazione americana ? Pancakes, uova, e toast, oppure bagels con formaggio fresco ? Gustatevi queste ricette.

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foto: AOPP

Sono tutte perfette per soddisfare il desiderio di una colazione abbondante. L’ingrediente di cui avrete sempre bisogno però, che non deve mancare, è il bacon! Tutto sarà sicuramente più buono se accompagnato da qualche fetta di bacon. Al mattino, il profumo del bacon in padella è semplicemente favoloso!

Tanti italiani mi hanno chiesto la ricetta per preparare i pancakes americani. Eccovi allora la ricetta in Italiano, pancakes di Christine. Vi suggerisco caldamente di mangiarli con puro sciroppo d’acero e bacon croccante. Il bacon così come lo conosciamo noi americani potete trovarlo di sicuro all’Esselunga a Casalecchio. Forse anche in altri negozi e supermercati.

Accompagnate questa colazione con un bel bicchiere di succo d’arancia e una tazzona di caffè.

Così comincerete la giornata come dei veri americani. Sazi, pieni di energia e pronti a tutto! Yes, you can!

-christine

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foto: AOPP

English Version

It’s Saturday or better yet Sunday and you’ve been able to sleep in late. Maybe you had a hard week full of work or you were out late the night before or maybe you had a light dinner. And in the morning you wake up ravenous. What could be better than an American breakfast: pancakes, eggs and toast, bagels and cream cheese. Check out the recipes.

They are all great to satisfy that craving but the one constant you need to have is the bacon… you must have bacon…. everything is better with bacon. The smell of it frying is heavenly in the morning.

Many Italians have asked me for my pancake recipe so here it is… Christine’s pancakes. I might add you must have it with 100% maple syrup and crispy bacon. You can get real American bacon at the Esselunga in Casalecchio…Maybe a glass of OJ and a big strong cup of coffee. You can start your day like an American; full satisfied and ready for anything…. yes you can!

Interview with a Bagel Lover in Bologna

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bagels: photo by dailyhomeade

Good Morning! A sunny crisp September day in Bologna (yawn, stretch…)

Christine: “What should we eat for breakfast?”

Odette: “Hmmm. A fresh delicious bagel, soft on the inside with a slightly crispy crust…too bad we don’t live in the States anymore where we can get bagels of all kinds 24/7.”

Christine: “Actually I made bagels just last weekend.”

Odette: “Really? How?”

Christine: “If you really want to make them yourself, its not hard. You’ll need a whole afternoon and a bit of patience. Here is my recipe…”

Odette: “Recently we blogged about friselle, which though they look like bagels, are a completely different ball game.”

Christine: “Ok, so what are we going to eat this morning?”

photo by cena con enrica

friselle: photo by cena con enrica

Odette: “Well, in the meantime let’s head to Zoo on Strada Maggiore…they do a great job with fresh bagels, different kinds too.”

What did you guys eat for breakfast this morning?

-Bologna, September 13, 2014

How To Eat Piadine alla Cinese

The walk up San Luca is brutal if you are planning an easy stroll but it’s “the way” for residents of the Saragozza neighborhood to get a workout rain or shine.

I met my friend from Hong Kong (living in Bologna almost fifteen years) so we too could join the crowd this summer walking up to the church of  San Luca for a bit of exercise.  I have been up the long winding porticoed walk many times but this time because of the heat or the lively conversation I was seriously out of breath. The conversation deliciously centered on food. There are so many recipes that are similar around the world…one being unleavened flat bread, like Piadine. I asked how she ate  Piadine at home. Do you eat them the traditional way, with prosciutto or the soft fresh cheese squaquerone or do you put a Chinese twist on them?

Piadina or Piada…a classic Romagnola version of unleavened bread  which usually contains a filling of cheese, cured meat or vegetables. The Piadina originates from the Apennines area of Forlì, Cesena  and Rimini and also from Ravenna. It is made with white flour lard or olive oil, salt and water.

“Behold it is smooth as paper and as big as the moon,” wrote a nineteenth-century Italian poet, Giovanni Pascoli, in a work entitled “La Piada.” The stands where you buy it are called Piadinari  and they aren’t  just  fast-food  joints but they represent a distinct food culture. Where to find the best stands? Who makes them fresh with quality fillings?

My friend from Hong Kong said the Piadine reminded her of an unleavened flat bread from China (Jin Bing or  Cong You Bing with scallions) . But we lingered most on talking  about crispy Peking  duck wrapped in Chinese pancakes  with hoisin sauce.  We talked about if we could substitute the Piadine for the Chinese pancakes.  Why not?

Because of my American influences I think of the flat unleavened  breads like tortillas and I love to make fajitas. When I want a quick dinner or lunch I buy the premade Piadine replacing the tortillas and then fry up red and green peppers, onions and beef with Mexican seasoning to put inside my warmed Piadine. Of course if I can find avocados and sour cream it adds to recreating this American Tex-Mex favorite with a Romagnola twist.

As any immigrant can attest, the hardest thing about recreating flavors from home in a foreign country is finding the right ingredients. So we must improvise, at times making unexpected new combinations. And sometimes there are more similarities than differences in cuisines around the world. So let’s dig in and enjoy the bounty. -christine