Sfumature di Romagna

Non c’è nulla di più accogliente di un banchetto preparato apposta per te dai tuoi amici. Aglio Olio Pili Pili ha celebrato il capodanno ospitati nel verde intorno a Portico di Romagna, il paese natale della famiglia di Beatrice Portinari, la musa dantesca.

Il breve viaggio da Bologna a questa rigogliosa parte della Romagna che confina con la Toscana in una tersa giornata che sembra più autunnale che invernale, ci regala una strada dalle dolci curve, un panorama di colline a schiera, e dei profumi di terra e legna arsa, che ci donano le stesse emozioni di un caldo e familiare abbraccio. Questa terra di confine è chiaramente pervasa sia dalla cultura Romagnola che da quella Toscana. Come ci segnalano i nostri ospiti, la finocchiona che si trova nella macelleria del paese, l’accento locale, e naturalmente il panorama dell’appennino romagnolo, particolarmente verdeggiante e florido quest’anno con i suoi mille riflessi verdi, marroni e ambrati, sono tutti esempi di sovrapposizione tra le due regioni.

“Aglio Olio e Pili Pili” è un vero fenomeno, che vediamo riflesso in tutta l’Italia laddove nuove combinazioni di gusti e tradizioni vengono esplorate. Abbiamo avuto il piacere di un invito per un cenone di capodanno che riuniva alcune delle migliori prelibatezze della cucina libanese, kibbeh, baba ganush, insalata di rape e yogurt, e hummus, con un perfetto finale europeo di pere affogate al vino rosso. La cena, per quanto tradizionalmente libanese, è stata preparata a Portico di Romagna con ingredienti freschi comprati localmente. Il brindisi l’abbiamo fatto con champagne (francese), ma anche con un rum guatemalteco accompagnato da cioccolato salato peruviano. Non posso immaginare un modo migliore di inaugurare quello che si prospetta come un gustoso e prosperoso 2017.

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Il nuovo ebook Aglio Olio Pili Pili: Cibi e culture tra origini e futuro si incontrano a Bologna pubblicato da Morellini Editore è disponibile online presso: http://www.morellinieditore.it/scheda-ebook/odette-mitumba-boya-christine-s-boya/aglio-olio-pili-pili-9788862984928-397794.html

Odette

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Versione inglese:

Shades of Romagna

Nothing makes you feel more welcome than an abundant meal prepared for you by friends. Aglio Olio Pili Pili were invited as guests to ring in the New Year in the countryside surrounding Portico di Romagna, which also happens to be the location of the family home of Beatrice Portinari, Dante’s elusive muse.

Arriving from Bologna against the backdrop of a crisp blue cloudless sky into this part of Emilia Romagna which borders Tuscany, feels like rolling into someone’s familiar warm lap, with its welcoming curves, cascading hills, and earthy smoky scents. This area also straddles cultural borders between Emilia Romagna and Tuscany. Our hosts pointed out that the finocchiona from the local macelleria, the peoples’ accents and of course the Appennino Romagnolo landscape, unusually green this year, reflecting the sun a thousand shades of green and brown, are all examples of overlap between the two regions.

“Aglio Olio Pili Pili” is a real phenomenon. We see it everywhere in the new combinations of flavors and traditions popping up all around Italy. We had the great fortune to be invited to a New Year’s eve meal which brought together some of the best of Lebanese cuisine: kibbeh, baba ghanoush, red beet and yogurt salad, hummus…with the perfect European finale of drunken poached pears. The meal was prepared in Portico di Romagna with fresh ingredients purchased locally. To toast, we enjoyed Champagne (France), and a pairing of Guatemalan rum with Peruvian salt chocolate. I can’t think of a better way to inaugurate what promises to be a tasty and prosperous 2017.

Our new ebook Aglio Olio Pili Pili: Cibi e culture tra origini e futuro si incontrano a Bologna published by Morellini Editore is now available online: http://www.morellinieditore.it/scheda-ebook/odette-mitumba-boya-christine-s-boya/aglio-olio-pili-pili-9788862984928-397794.html

Odette

Rilassatevi con il nostro libro durante le feste…è disponibile in versione digitale a 3,99 €

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Mangiare nelle isole. L’altra faccia della globalizzazione. Una chiacchierata con Vincenzo

Vincenzo, un incallito viaggiatore che salta di isola in isola (e di continente in continente) è uno dei protagonisti del nostro nuovo libro:  Aglio Olio Pili Pili. Cibi e culture tra origini e futuro si incontrono a Bologna

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Degustazione Giamaicana in stile Aglio Olio Pili Pili

Per uno che come me è cresciuto leggendo libri come L’isola del tesoro, Robinson Crusoe, e I viaggi di Gulliver, le isole esemplificano… l’isolamento. Lo dice la parola stessa “isolamento”. Ma quando sono passato dal leggere di terre lontane a visitarle per lavoro, ho scoperto che spesso è vero l’opposto. Le isole nel corso degli anni, dall’età delle scoperte in poi, sono diventate dei crocevia per i viaggiatori di tutto il mondo.

Questa settimana sono andato in #Giamaica per lavoro, sul mio volo da New York a #Kingston stavo guardando “Barbershop 3”. Non immaginavo certo che sarebbe stato un film che mi sarei trovato a citare pubblicamente dopo poco, invece è esattamente così. Uno dei personaggi del film riflette: “come pensi che le Indie Occidentali siano successe? Hanno preso gli indiani, hanno preso i neri dall’Africa, li hanno messi nei Caraibi, e 200 anni dopo, eccoti Rihanna. Prego!” Per quanto semplificata e non politicamente corretta sia questa affermazione, una fusione di culture è evidente in Giamaica. E’ visibile nei volti che si incontrano, e nel cibo che si mangia. Me ne ero già reso conto durante la mia prima visita in questo gioiello dei Caraibi, con il primo assaggio della famosa “Jerk Sauce”, spesso in coppia con un chutney di mango – un chiaro mix di influenze asiatiche e africane. Durante questa visita, però, ho notato un elemento diverso, una più recente ondata di fusione che è il risultato della #globalizzazione.

La globalizzazione tende ad essere associata con il franchising – ovunque nel mondo si vada, è possibile ottenere un hamburger di McDonalds ed un cappuccino di Starbucks. Ma proprio come un’isola può essere sia isolata che un crocevia di culture, la globalizzazione può essere sia una standardizzazione che una fusione che porta a innovazione e crescita. La prima notte nel mio albergo a Kingston ho ordinato una bruschetta con #ackee e bacon. SPETTACOLARE! Sono un italiano e americano in Giamaica, e qui mi trovo a mangiare un piatto italiano (bruschetta) americano (bacon) e giamaicano (ackee) il tutto in un mix armonioso.

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Ackee and Bacon Bruschetta. Sì, ce ne dovrebbero essere tre…ma non vedevo l’ora di provarne uno e non ho resistito prima di prendere la foto

Adoro l’ackee. E’ un frutto che, se colto e tagliato nel modo sbagliato, è velenoso. Ha l’aspetto delle uova strapazzate. E proprio come le uova è una base ideale su cui aggiungere sapori forti. Il giorno dopo ho mangiato da Usain Bolt. Non a casa sua, purtroppo, ma al suo ristorante chiamato “Traks and Records”, una sorta di pub di fascia alta. Mi hanno convinto a provare gli involtini primavera col Jerk Chicken. Inutile dire che erano deliziosi, e di nuovo mi hanno fatto riflettere su come la globalizzazione ci abbia portati ad aspettarci gli involtini primavera in qualsiasi pub nel mondo – ma dubito che fuori dai caraibi potrò mai ordinare un involtino primavera col jerk chicken.

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Involtino Primavera col Jerk Chicken

Il giorno prima della partenza sono stato invitato ad una degustazione di vini presso la sede di #Campari. L’evento era molto ben organizzato, e limitato ad alcuni dei migliori clienti di Campari. Per mia fortuna, dei colleghi locali rientravano in questa categoria e mi sono aggregato a loro. La degustazione si concentrava sui vini distribuiti da Campari nel paese, ma l’aspetto interessante era che un catering locale abbinava del cibo con il vino. E’ stata la prima volta che ho partecipato ad un evento in cui il cibo veniva scelto per il suo abbinamento con il vino, piuttosto che il contrario. E il cibo era una sorprendente serie di finger food di fascia alta – salmone affumicato (ed era stato affumicato quella mattina dallo chef) e pomodorini su bruschetta ad accompagnare il vino Apothic White, un satay di pollo con chutney di mango piccante per il Pinot Nero, un tortino salato di brasato di maiale per l’Apothic Red, e una mousse di carota-cioccolato-amaretto con panna montata alla noce moscata per il Riesling finale.

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Salmone affumicato a pomodorini su bruschetta, a Apothic White

Un cibo fusion così incredibile deve per forza provenire da uno chef stellato formatosi a Parigi e con molti anni di esperienza, giusto? Immaginate la mia sorpresa quando ho incontrato Akili, il 24enne chef giamaicano formatosi localmente, che ha deciso di aprire una propria società di catering in una nuova comunità emergente vicino a Kingston, dove forma gli ancora più giovani aiutanti chef. Akili è stato in grado di assorbire le diverse influenze presenti nella sua isola, e infonderle nei suoi piatti. Tanta roba! Ho anche avuto la possibilità di chiacchierare con Pietro, il marketing manager per Campari Giamaica, ed ho imparato che alcuni anni fa ha Campari ha acquistato Wray & Nephew, Appleton, Sangsters, e Blackwell – i più significativi marchi di rum in Giamaica. Il mio primo pensiero è stato “oh oh, ecco che arriva la globalizzazione di nuovo, la grande multinazionale che ammazza la piccola realtà locale”. Ma poi mi hanno spiegato le innovazioni fatte nel prodotto locale, ed ho avuto modo di provare il Campari giamaicano. Con mia grande sorpresa mi sono reso conto che era diverso dal Campari che uso per il mio “Spritz” a casa. Pietro mi ha confermato che si tratta di un prodotto localizzato per la Giamaica – un po’ più forte e con un mix di aromi leggermente diverso. Appena lo ha mixato con una bibita gassata di pompelmo per creare un drink deliziosamente “caraibico”, mi sono reso conto che questo è un aspetto della globalizzazione da gustare piuttosto che temere: la cucina fusion – il rovescio della medaglia della globalizzazione.

Vincenzo

English version:

Island Eating. The flip side of globalization

Vincenzo, an island (and continent) -hopping protagonist of our new book  Aglio Olio Pili Pili. Cibi e culture tra origini e futuro si incontrono a Bologna shares his latest culinary adventure…

For anyone like me who grew up reading books like Treasure Island, Robinson Crusoe, and Gulliver’s Travels, #islands exemplify isolation. The very word “insulated” comes from “insular”. But when my life changed from reading about faraway lands to traveling to them, I soon found out that the opposite is often true. Islands over the years, since the age of discovery, have become crossways for people traveling to and from different lands.

While flying to #Jamaica this week, on my flight from New York to #Kingston I was watching “Barbershop the next cut”. I didn’t imagine it would be a quotable film, but as it happens I find myself doing just that. One of the characters in the movie reflects: “ how do you think the West Indies happened, okay? They took Indians, they took black people from Africa, they put’em in the Caribbean, and 200 years later, Rihanna happened. You’re welcome.” As oversimplified and not politically correct as this statement is, a fusion of cultures is evident in Jamaica. It is visible in the faces you encounter, and in the food you eat. This was obvious to me during my first few visit to this Caribbean gem, with the first taste of its famous jerk sauce, often paired with a mango chutney, a clear mix of Asian and African influences. On my latest visit, however, I noticed a different element to this dynamic—a newer wave of fusion that is a result of #globalization.

Globalization tends to be associated with franchising – wherever in the world you go, you can get your big mac and your venti mocha frap. But just like an island can be both isolated and a nexus of cultures, globalization can either be standardization or a fusion that leads to innovation and growth. The first night in my Kingston hotel I ordered an #ackee and bacon bruschetta. It was absolutely amazing! I am an Italian and an American in Jamaica, and here I find myself eating an Italian (bruschetta) American (bacon) and Jamaican (ackee) all in one harmonious dish.

Jerk Chicken Spring Roll

On my last day in the island nation I was invited to a wine tasting at the Campari office. The event was beautifully organized. It was a personal invitation for some of Campari’s best clients. I was lucky enough that some of my local colleagues fit the profile. The wine tasting featured wines distributed by Campari in the country, but the interesting aspect was that they had a local food catering company that paired food with wine. It was my first experience in which food was chosen for its pairing with wine, rather than the other way around. And the food was an amazing set of high-end finger fusion fare – smoked salmon (extremely fresh) bruschetta with a tomato salsa to go with Apothic white, a chicken satay with spicy mango chutney to go with a Pinot Noir, a braised pork pot pie with Apothic red, and a carrot-chocolate-amaretto cake with nutmeg whipped cream to go with a Riesling.

Smoked Salmon Bruschetta and Apothic white

Such incredible fusion food must have come from a starred chef trained in Paris, who worked on his craft over many years. Imagine my surprise when I met Akili, the 24-year-old, Jamaican trained chef, who decided to open up his own catering company in a new and up-and-coming community near Kingston, supported by younger cooks he is training. Akili was able to soak up different influences he saw in his island, and infuse them in his dishes. Good job, I say. I also got a chance to chat with Pietro, the marketing manager for Campari, and learned that a few years ago Campari purchased Wray & Nephew, Appleton, Sangsters, and Blackwell. These are the two main names in commercial rum in Jamaica, and the main name in designer rum. My first thought was “uh oh, here comes globalization again, the large corporate machine taking over the small guy”. But then I was introduced to the innovations they made in the local product, and got to try the local Campari. To my surprise I could taste that it was different from the Campari I use for my “Spritz” at home in Italy. This was confirmed by Pietro, who indicated that it is a bit stronger and uses a different mix of spices for the local market. As he mixed it with a fizzy grapefruit soda to make a deliciously “Caribbean” drink, I realized that this is one more aspect of globalization to enjoy rather than fear: fusion – the flip side of globalization.

Vincenzo

 

 

“Aglio Olio” in Cina: Colazione a Shangai

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foto: AOPP

Per ora, vi lascio solo con questo assaggio, ma tornerò presto con altre esperienze di questo breve ma intenso viaggio culinario. E troverete molto di più nel nostro prossimo libro Aglio Olio Pili Pili. Non la solita minestra riscaldata, tra cui un’intervista con una studente cinese dell’università di Bologna che ci ha insegnato molto sui cibi e la cultura culinaria in questa parte della Cina. La nostra colazione tipo qui a Shanghai include anche i noodle cinesi in brodo con cavolo variopinto, bignè di sesamo fritto, yogurt con patate viola, una serie infinita di frutta fresca, nonché cibi che uniscono ingredienti e stili cinesi con altre tradizioni; per esempio pancakes mignon con scaglie di mandorle. E, dulcis in fundo, il tè! Non dormire fino a tardi qui … la prima colazione in Cina è da non perdere!

L’ alba sorge sopra la vivace Shangai … perchè non iniziare la giornata con gli stessi sapori, sensazioni e aromi della gente del posto. Il vostro palato e il vostro corpo vi ringrazieranno. La composizione della prima colazione varia notevolmente in questo affascinante paese di 1,3 miliardi di persone, ma a Shangai–la più grande città della Cina–alla mattina ci attende un pasto genuino, caldo e nutriente, e piacevole da guardare oltre che per il palato: uno dei momenti preferiti del mio giorno.

La colazione a Shangai è abbondante, cucinata davanti a voi, e assolutamente basata su ingredienti freschi. E ‘relativamente poco costosa sia in un hotel di lusso che a deliziosi bocconi di street food.

Sarà difficile trovare piatti cinesi così autentici di ritorno a Bologna, ma degli amici cinesi mi hanno detto che Via Dei Mille potrebbe essere un buon punto di partenza …

Ravioli al vapore (包子; bao zi)

Mangiati in tutta la Cina, sono originari della città di Hangzhou, dove sono conosciuti come xiao long bao (小龙包). Farciti con carne di maiale condita e poi cotti al vapore in cestini di bambù, I bao zi vengono spesso serviti con una ciotola di porridge salato: porridge di cuscus (xiao mi zhou; 小米粥) o porridge di riso (da mi zhou; 大米州). E la salsa è il vero fulcro del piatto. Salsa di soia o aceto di ottima qualità sono le salse preferite.

Bastoncini di pastella fritta (油条; you tiao) con latte di soia (豆浆; dou jiang)

Non è sorprendente sapere che I bastoncini di pastella fritta sono stati la colazione preferita dalle mie figlie questa settimana. E non sono le sole, dato che milioni di cinesi li mangiano per la prima colazione. Più o meno in tutte le culture al mondo hanno una semplice ricetta di impasto fritto, ma queste strisce di pastella affogate in una enorme vasca di olio bollente e fritte fino ad essere croccanti, sono così deliziose che a volte vedrete i locali spazzolarne una mezza dozzina alla volta. Gli you tiao sono famosi in tutta la Cina e nella maggior parte del Sud-Est asiatico, di solito accompagnati da latte di soia caldo, dou jiang.

Odette

English version:

For now, just a snapshot. There is much more to come on this brief but rich food sojourn. And there will be more to share in our upcoming book Aglio Olio Pili Pili. Non la solita minestra riscaldata, including an interview with a Chinese University of Bologna student who taught a few things about food and food rituals in this part of China. Other breakfast items we are eating here in Shanghai are noodles with broth and colorful cabbage, fried sesame balls, yogurt with purple potatoes, an infinite array of fresh fruits, as well as foods that combine Chinese ingredients and styles with other traditions; mini pancakes with sliced almonds, for one. And last but never least, teas. No sleeping late here…breakfast in China is not to be missed!

Sunrise over bustling Shanghai…start your day with the same flavors, textures and aromas as locals. Your palate and your body will thank you. Breakfast foods vary widely across this fascinating country of 1.3 billion people, but in Shanghai—China’s largest city—we wake up everyday to a fresh, warm, and nutritious meal, pleasing to the eye as well as the palate: one of the highlights of my day.

Breakfast in Shanghai is filling, cooked in front of you, and absolutely fresh. It’s relatively inexpensive whether you dine in a fancy hotel or grab a delectable bite of street food.

It will be hard to find Chinese fare this authentic back in Bologna, but Chinese friends have told me that Via Dei Mille might be a good place to start…

Steamed dumplings (包子; bao zi)

Common all over China, they hail from the city of Hangzhou, where they’re known as xiao long bao (小龙包). Stuffed with seasoned pork then steamed in bamboo baskets, bao zi are often served with a bowl of savory porridge: couscous porridge (xiao mi zhou; 小米粥) or rice porridge (da mi zhou; 大米州). And the sauce is King. Soy sauce or top quality vinegar are the sauces of choice.

Fried dough sticks (油条; you tiao) with soy milk (豆浆; dou jiang)

Not surprisingly these were my daughters’ favorite. And they are not alone, millions of Chinese people swear by them come early morning. Most cultures have a simple recipe of deep fried dough, but these strips of dough dunked in a huge vat of boiling oil and fried until crispy are so delicious you’ll sometimes see locals putting away half a dozen at a time. You tiao are popular all over China and most of Southeast Asia, usually accompanied by hot soy milk, dou jiang.

-Odette

Natale a Bologna e Shopping

Soon the holiday lights will be illuminating the streets and piazzas of Bologna. Christmas in Italy is a time of year bustling with activity, where shops and artisans are preparing for the holiday shopping season. Special foods are still the main focus of an Italian Christmas meal. The traditional fish dinner for Christmas Eve or the tortellini in brodo (a meat broth) or the panettone and pandoro (a sweet bread with vanilla or candied fruit). So I’m suggesting 3 quick shopping tours in the city center of Bologna, so you can discover some of the unique artisan shops and Christmas markets with a stop for a warm drink in nearby tea houses and cafes of Bologna.

 

1.Christmas Market Tour

Christmas markets are a beloved tradition in Italy from Bolzano to Naples. Among them, is the Antica Fiera di Santa Lucia in Bologna. It dates back to the late 16th century and today takes place under the portico of the church of Santa Maria dei Servi. After a stroll through this market, I suggest a stop in a nearby tea house about a 10 minute walk away. Just cross through piazza Aldrovandi and walk down via San Vitale toward the city center and you will find Il Giardino delle Camelie on via San Vitale #7. This fully stocked tea house has a range of rare and unique teas from all over the world and a knowledgeable owner who can guide you through the menu to make a perfect choice.

Antica Fiera di Santa Lucia – The Christmas Market

Where: Strada Maggiore in front of the church Santa Maria dei Servi

When: everyday from 9:30 to 20:00. Starting in mid-November and running through till December 26th

What: Christmas decorations, a wide variety of hand-made figurines for the Christmas nativity scene, food stands and deliciously warm and fragrant roasted chestnuts that make for a festive atmosphere

http://www.bolognawelcome.com/shopping/altri-negozi/params/CategorieLuoghi_59/Luoghi_637/ref/Fiera%20di%20Santa%20Lucia

  1. Artistic Ceramics Tour

This is a unique artistic space called Atelier Terra Rossa, run by the artist who create the ceramic pieces and wall decorations. In this cozy studio, they also give workshops to individuals and groups. The concept is that of art studio open to the public. It’s a place you can observe the artist at work and buy the beautiful pieces they create. Before or after visiting this shop I suggest you stop by Fram Café just down the street from the studio on via Rialto 22. A decidedly healthy café where customers linger over a large warm cup of coffee or tea in big comfy chairs. Vegetarian and vegan treats are also available.

Atelier Terra Rossa – The Ceramics Studio

Where: Via Rialto, 4/B

When: All year round. The hours can vary but it is usually open from 9:00 to 19:00 but to play it safe telephone before going +39 335 5356061

What: Ceramic pieces including jewelry, unique Christmas ornaments and one of a kind vases and bowls.

www.facebook.com/Atelierterrarossa

  1. Chocolate Lovers Tour

Since 1796 the Majani family has run the chocolate factory and shop called Majani. It is one of the very few small chocolate companies that still starts its chocolate-making process from the raw cacao seed. Some of their creations have become Italian classics like the chocolate tortelleni, cremino Fiat, sfoglia nera. The Bologna shop is like a jewel box displaying all the variety of confections in an elegant dark wood and white marble shop in the city center near via Farini. And to continue with the chocolate theme I suggest a beautiful cafe just down the street from the Majani shop called Café Zanarini in Piazza Galvani 1. They make a classic Italian hot chocolate that is thick very chocolaty and pudding like. The crowd is young and old, locals and tourist the well healed set of Bologna.

Majani – The Chocolate Shop

Where: Via Dè Carbonesi 5

When: All year round. Monday to Saturday 9:30 to 13:00 and 15:30 to 19:30 Closed Thursdays

What: chocolate tortelleni , cremino Fiat, marron glace, sfoglia near,jellied fruit candies and liquorice all in small and large packages.

http://www.majani.it/

By Christine S. Boya

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A is for Aperitivo

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dove fare aperitivo a Bologna? Da posti storici di Bologna a locali piccoli e simpatici. Tutti con eccellente selezione di vini e prodotti e cibo gourmet. Prendi un spritz o prosecco o un sangiovese o un cocktail classico….  Io ho selezionato dieci locali dove fare aperitivo a Bologna:

  1. Osteria del Sole
  2. Gamberini
  3. Macondo
  4. La Fastuchera
  5. Enoteca Zampa
  6. Camera a Sud
  7. Pescheria San Gervasio
  8. Fleur du Vin
  9. Ex Forno MAMbo
  10. Fram cafe

Sotto trovi la mappa google con tutti locali

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Innovazione e Tradizione. Aglio Olio Pili Pili inaugura l’EXPO 2015!

Christine, Odette e Tatiana vengono da fuori Bologna dove vivono da tempo. Una parte del loro essere e del loro credo è celebrare l’incontro tra la terra o le terre delle loro origini e il posto che oggi chiamano casa. Da questo incontro nascono cose buonissime come aglio olio pili pili, un piatto inventato da Odette e suo marito quando hanno scoperto che il pili pili congolese, che avevano sempre in casa, era molto più saporito del solito peperoncino in polvere. Diventato un pasto base a casa loro nel corso degli anni, lo possiamo anche definire una invenzione che poi diventa tradizione. Da paese di emigranti a paese di immigranti, Italia sta vivendo una vivace trasformazione in una società multiculturale. In questo contesto Aglio Olio Pili Pili nasce come un’iniziativa che promuove l’integrazione sociale. Come? Attraverso il linguaggio comune della cucina perché non c’è niente più umano, più sociale, più creativo, più nutriente di condividere un pasto buono e stare insieme a tavola. Attraverso cosa si mangia oggi in Italia dai ristoranti alla cucina di casa della vicina, Alio Olio Pili Pili fotografa, racconta e coglie questa transizione. Volevamo ringraziare l’Urban Center di Bologna, Coop Adriatica, L’Erbario di Coop, e Centro Antartide per il loro collaborazione per il nostro dibattito del 2 maggio: ‘Innovazione e Tradizione in un mondo che cambia. Dalla Tavola all’EXPO.’ Grazie di cuore ai nostri relatori: Dott. Fortuna Ekutsu Mambulu e Dott. Laura Fregi, Direttore e Vicedirettrice di African Summer School; e Chef Diego Venturi, Personal Chef, Mia Cantina, Gnammo, e Lo Chef al Mercato; e ai Julieta e Cindy, due ospite d’onore che sono state di grande ispirazione per nostro futuro libro…

Enjoy our photos from Saturday’s event!

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Now it’s time to get to writing! Un caloroso saluto da Aglio Olio Pili Pili…