Conoscere il Cibo, Conoscersi

 

Foto Giulia Baldelli

Da bambino quando mia nonna mi diceva si cucina correvo a mettermi scarpe e giacca. Alle mani da lavare ci si pensava poi. Scendevo di corsa le scale e lei mi seguiva tutta allegra. “Se c’è cibo (e per lei non sempre c’era stato) bisogna stare su di morale.” Metteva un mattone per lasciare aperto il portone e si iniziava la spesa.

Sul muretto che costeggiava il vicolo c’erano i vasi delle piantine. Quelle le piantava il vicino Eros, le annaffiava la Jolanda prima del rosario, a smuovere la terra ci pensava mia nonna e , quando servivano, le raccoglievano un po’ tutti. Timo per le fettine in padella, rosmarino per il coniglio in fricò, prezzemolo per il pesce.

Infilati gli odori in tasca, salivamo le balze del rione andavamo a prendere l’insalata. Tante piccole foglie rugose e tenere che la Licia coltivava da cinquant’anni sempre allo stesso modo e vendeva a poco prezzo offrendoti un bicchiere.

Poi era la volta delle uova della Maria, dal guscio duro come il sasso e il tuorlo profumato che te le dava volentieri e a malincuore. Volentieri perché facevano bene ai bambini, a malincuore perché erano sempre poche, anche le galline si devono riposare.

Tornati a casa mia nonna saliva in cucina mentre io indugiavo nell’androne e mi godevo il profumo dell’olio caldo, dei vapori dell’aceto che la famiglia teneva gelosamente nello scantinato. E soprattutto ripensavo alla Maria, a Eros, alla Jolanda. Ai bicchieri di spuma che mi offrivano, alle storie che mi raccontavano mentre mia nonna si lisciava il grembiule.

Adesso che sono passati, trenta anni (anche trenta cinque) e il mondo è diventato un immenso rione dove forse ci si saluta troppo poco, credo ancora che con un piccolo sforzo ci si possa nutrire e comperare il cibo cosi. Conoscendolo, conoscendosi. Senza fretta, sorridendo e fidandosi.

    Giulia Baldelli

 

Un Abbinamento Semplice per L”Autunno

Per 4 persone.

Prendiamo un ortaggio a Km zero come la Zucca (circa 600 gr), tolti i semi (che si possono far seccare) la tagliamo a fette sottili un centimetro mantenendo la buccia. Aglio, rosmarino e la inforniamo a 200°C per circa 20 minuti.

Abbiniamo il Miglio (tre pugni per persona), cereale dimenticato in Occidente ma ancora coltivato il Africa e Asia. Una volta cotto in acqua bollente per circa 15 minuti lo uniamo alla Zucca e condiamo con un cucchiaio di Olio Extravergine di Oliva.

Otteniamo così un primo semplice che unisce la tradizione autunnale e un cereale definito “minore”.

Incontro dedicato alle erbe, Parco di Villa Spada, Bologna

Oggi sotto il sole di settembre nell’ambito di Volo Anch’io – Festa del Volontariato e dell’Associazionismo al Parco di Villa Spada, #AglioOlioPiliPili ha presentato il libro Aglio Olio Pili Pili: Cibi e culture tra origini e futuro si incontrano a Bologna e ha organizzato un #laboratorio gratuito dedicato ai #bambini. Che giornata meravigliosa !!IMG_2076

Moros y Cristianos. Cosa c’è in un nome?

Ultimamente sono molto consapevole dei nomi e le etichette assegnate alle cose, e tutte le connotazioni che si portano dietro. Va bene, lo ammetto, lo sono sempre stata. Per me la percezione conta molto.

foto: AOPP

foto: AOPP

Stavo sfogliando un piccolo tesoro di un libro di cucina che ho trovato il mese scorso presso la Libreria Aldrovandi, una piccola libreria boutique a Bologna, mentre cercavo ispirazione per il libro Aglio Olio Pili Pili che sarà pubblicato entro la fine dell’anno. Il libro che ho acquistato è chiamato Caraibi. Una Cucina Multicolore ed è pubblicato in italiano da Könemann. Incredibili foto, aneddoti, geografia, ricette. Proprio il tipo di libro a cui ispirarsi.

Sfogliando la sezione Cuba del libro, mi sono imbattuta in una ricetta chiamata Moros y Cristianos, una ricetta tradizionale a base di fagioli neri e riso, sulla quale mi sono soffermata.

foto: AOPP

foto: AOPP

In primo luogo, perché era così familiare. Fagioli neri e riso è un delizioso piatto tipico di ogni casa cubana, ed un piatto che i miei genitori hanno adottato come tipico per casa nostra quando vivevamo a Washington, D.C. Come la cucina cubana, anche la nostra cucina casalinga era un incrocio di Africa, Europa meridionale e Nuovo Mondo. Anche noi preparavamo regolarmente un piatto molto simile, con la differenza che lo cucinavamo senza pancetta, e sempre accompagnato da pili pili…e quando possibile anche dei plantain o banane fritti (plantano fritto a Cuba).

Un altro motivo per cui mi sono soffermata sul piatto è perché il suo nome la dice lunga sulla storia e le tradizioni creole di Cuba, circa la commistione di popoli, colori e della musica – nonanstante le logiche di potere. In effetti è un nome che suona un po’ strano ad giorno d’oggi. Possiamo fare riferimento, e quindi implicitamente relegare, intere categorie di persone ad un paio di ingredienti in una pentola? Dato il clima di oggi, un nome come “Moros y Cristianos” è obsoleto?

foto: AOPP

foto: AOPP.

A Cuba le parole Moros y Cristianos si riferiscono alla storia coloniale spagnola e il mix di popoli e culture che, a loro volta, hanno influenzato Cuba e altri luoghi occupati dalla Spagna, in un momento o in un altro, nel Nuovo Mondo.

Se il nome è arcaico, o quanto meno superato, il piatto non lo è di sicuro. Il nome di questa ricetta mi fa sorridere. Anche se inesatto, ha un impatto visivo. Soprattutto il piatto è delizioso, nutriente, soddisfacente, e accessibile anche per chi ha pochi soldi per comprare da mangiare. E che dire dei black-eyed peas? Ho sempre trovato che “piselli occhi neri” fosse un nome strano per i fagioli che mangiamo negli Stati Uniti, dalla capitale in giù. Il nome è stato opportunamente appropriato da un noto gruppo hip hop.

Avete mai sentito il detto americano “like white on rice” / “come il bianco sul riso?” Non ha nulla a che vedere con il colore della pelle, per quanto mi riguarda: significa semplicemente qualcosa di imprescindibile “come il bianco sul riso.”

Sempre parlando di riso, e tornando sul tema di Moros y Cristianos, nel farlo ho usato il riso basmati (la ricetta nel libro non specifica che tipo di riso da usare, quindi potete utilizzare quello che vi piace di più).

Adoro il basmati, la sua fragranza è un profumo che mi riporta all’ infanzia. Mia mamma aveva sempre

foto: AOPP

foto: AOPP

un grande sacco di basmati in dispensa (anche se non abbiamo legami particolari col sud Asia). Siamo italo-americani e congolesi. E non siamo confusi, siamo solo fusion. E’ noto che il basmati sia un riso speciale, una specie di riso “nobile”. Ecco perché noi (e metà del mondo), lo mangiamo. Tranne quando bisogna fare il risotto, nel qual caso categoricamente si usano solo arborio o vialone nano.

Quindi, per riassumere, storicamente parlando, anche se non c’è da scherzare sul cibo, io sono sempre interessata a scoprire nomi memorabili per i piatti che evocano le tradizioni, i viaggi e le esperienze delle persone che cucinano il piatto, e dei loro antenati prima di loro.

Quali sono alcuni nomi di ricette memorabili nella vostra tradizione culinaria? O in una nuova tradizione che avete incontrato?

Oh, e qui di seguito vi lascio la ricetta… Voilà! (viene meglio se preparata con una melodia Afro-Cubana di accompagnamento)

-Odette

foto: gastronomy project

foto: gastronomy project

Re-cap e foto di Gastrostoria! Nostro 1° Workshop

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foto: Francesca Peretto

Situato all’interno di un cortile storico nel centro di Bologna, Gastrostoria!, il primo workshop di Aglio Olio Pili Pili, è stato lanciato durante una fresca domenica di settembre piena di meraviglia, condivisione e sorrisi. In collaborazione con Ecosistemi Mobili di Centro AntartideSocial Street Piazza Aldrovandi & Via San Vitale; e Books, Libros, Livres, Libri, abbiamo organizzato un evento che ha riunito bambini, genitori, nonni, amici e vicini nel leggere libri in diverse lingue. Fedele allo stile Aglio Olio Pili Pili, il tema di ogni libro è stato il cibo! La merenda è stata generosamente offerta da Ari Ecoidee, una nuova boutique di “spesa alla spina” nel quartiere, ed includeva cioccolato bianco con albicocche essicate, noci pecan, aloe essicata e cocco, e altro ancora. A Bologna i nostri figli stanno crescendo in una delle capitali alimentari più interessanti in Italia, e probabilmente nel mondo. Sensibilizzarli all’importanza di condividere il cibo e celebrare la sua varietà tra culture diverse è stato uno degli obiettivi del workshop. Un altro tema trattato è stata l’importanza della generosità della terra e di quanto sia centrale l’agricoltura per ciò che mangiamo. Il sempre presente ecosistema mobile, che ha servito da nostra base, era un ricordo della vitalità della terra. Libri, storie e giochi didattici interattivi hanno stimolato curiosità, domande e risate su quello che la gente mangia nel mondo, e tentativi di pronunciare nuove parole in portoghese, francese, tedesco, cinese, spagnolo ed altre lingue. Il nostro prossimo workshop sarà un evento per tutte le età e continuerà alcuni di questi temi, ma ne esplorerà anche alcuni nuovi. Unitevi a noi per il nostro prossimo evento nel centro storico di Bologna Domenica 9 Novembre 2014, in un luogo che verrà annunciato presto sul questo blog, su Facebook e su Twitter, siamo mobili!

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foto: Francesca Peretto

Nestled inside a historic cortile in centro Bologna, GastrostoriaAglio Olio Pili Pili’s first workshop was launched on a crisp September Sunday full of wonder, sharing and smiles. In collaboration with Centro Antartide’s Ecosistemi MobiliSocial Street Piazza Aldrovandi & Via San Vitale; and Books, Libros, Livres, Libri, we organized an event that brought together children, parents, grandparents, friends and neighbors to read books in several different languages. True to Aglio Olio Pili Pili style, the theme of each book was food! The snack was generously offered by Ari Ecoidee, a new bio bulk boutique in the neighborhood and featured white chocolate with dried apricots, pecans, dried aloe and coconut, and more. In Bologna our children are growing up in one of the most intriguing food capitals in Italy, arguably in the world. Sensitizing them to the importance of sharing food and celebrating its variety across cultures was one aim of the workshop. Another theme was the importance of the earth’s bounty and how crucial agriculture is to what we eat. The ever-present green mobile ecosystems, which served as our venue, were a reminder of the earth’s vitality. Books, stories and interactive, didactic games spurred curiosity, questions and laughter about what people around the world eat and attempts at saying new words in Portuguese, French, German, Chinese, Spanish and other languages. Our next workshop will be an all-ages event and carry over some of these themes, but also explore some new ones. Join us for our next event in Bologna’s centro storico on Sunday, November 9, 2014, location to be announced soon on this blog, on Facebook, and on Twitter, we’re mobile!

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foto: Francesca Peretto

foto: Francesca Peretto

foto: Adriana Verolla

foto: Adriana Verolla

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foto: Francesca Peretto

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foto: Adriana Verolla

foto: AOPP

foto: AOPP

foto: AOPP

foto: AOPP

foto: Paolo Marcello Cafazzo

foto: Paolo Marcello Cafazzo

foto: Francesca Peretto

foto: Francesca Peretto

foto: Adriana Verolla

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foto: Francesca Peretti

foto: Francesca Peretti

foto: AOPP

foto: AOPP

foto: Adriana Verolla

foto: Adriana Verolla