Moros y Cristianos. Cosa c’è in un nome?

Ultimamente sono molto consapevole dei nomi e le etichette assegnate alle cose, e tutte le connotazioni che si portano dietro. Va bene, lo ammetto, lo sono sempre stata. Per me la percezione conta molto.

foto: AOPP

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Stavo sfogliando un piccolo tesoro di un libro di cucina che ho trovato il mese scorso presso la Libreria Aldrovandi, una piccola libreria boutique a Bologna, mentre cercavo ispirazione per il libro Aglio Olio Pili Pili che sarà pubblicato entro la fine dell’anno. Il libro che ho acquistato è chiamato Caraibi. Una Cucina Multicolore ed è pubblicato in italiano da Könemann. Incredibili foto, aneddoti, geografia, ricette. Proprio il tipo di libro a cui ispirarsi.

Sfogliando la sezione Cuba del libro, mi sono imbattuta in una ricetta chiamata Moros y Cristianos, una ricetta tradizionale a base di fagioli neri e riso, sulla quale mi sono soffermata.

foto: AOPP

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In primo luogo, perché era così familiare. Fagioli neri e riso è un delizioso piatto tipico di ogni casa cubana, ed un piatto che i miei genitori hanno adottato come tipico per casa nostra quando vivevamo a Washington, D.C. Come la cucina cubana, anche la nostra cucina casalinga era un incrocio di Africa, Europa meridionale e Nuovo Mondo. Anche noi preparavamo regolarmente un piatto molto simile, con la differenza che lo cucinavamo senza pancetta, e sempre accompagnato da pili pili…e quando possibile anche dei plantain o banane fritti (plantano fritto a Cuba).

Un altro motivo per cui mi sono soffermata sul piatto è perché il suo nome la dice lunga sulla storia e le tradizioni creole di Cuba, circa la commistione di popoli, colori e della musica – nonanstante le logiche di potere. In effetti è un nome che suona un po’ strano ad giorno d’oggi. Possiamo fare riferimento, e quindi implicitamente relegare, intere categorie di persone ad un paio di ingredienti in una pentola? Dato il clima di oggi, un nome come “Moros y Cristianos” è obsoleto?

foto: AOPP

foto: AOPP.

A Cuba le parole Moros y Cristianos si riferiscono alla storia coloniale spagnola e il mix di popoli e culture che, a loro volta, hanno influenzato Cuba e altri luoghi occupati dalla Spagna, in un momento o in un altro, nel Nuovo Mondo.

Se il nome è arcaico, o quanto meno superato, il piatto non lo è di sicuro. Il nome di questa ricetta mi fa sorridere. Anche se inesatto, ha un impatto visivo. Soprattutto il piatto è delizioso, nutriente, soddisfacente, e accessibile anche per chi ha pochi soldi per comprare da mangiare. E che dire dei black-eyed peas? Ho sempre trovato che “piselli occhi neri” fosse un nome strano per i fagioli che mangiamo negli Stati Uniti, dalla capitale in giù. Il nome è stato opportunamente appropriato da un noto gruppo hip hop.

Avete mai sentito il detto americano “like white on rice” / “come il bianco sul riso?” Non ha nulla a che vedere con il colore della pelle, per quanto mi riguarda: significa semplicemente qualcosa di imprescindibile “come il bianco sul riso.”

Sempre parlando di riso, e tornando sul tema di Moros y Cristianos, nel farlo ho usato il riso basmati (la ricetta nel libro non specifica che tipo di riso da usare, quindi potete utilizzare quello che vi piace di più).

Adoro il basmati, la sua fragranza è un profumo che mi riporta all’ infanzia. Mia mamma aveva sempre

foto: AOPP

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un grande sacco di basmati in dispensa (anche se non abbiamo legami particolari col sud Asia). Siamo italo-americani e congolesi. E non siamo confusi, siamo solo fusion. E’ noto che il basmati sia un riso speciale, una specie di riso “nobile”. Ecco perché noi (e metà del mondo), lo mangiamo. Tranne quando bisogna fare il risotto, nel qual caso categoricamente si usano solo arborio o vialone nano.

Quindi, per riassumere, storicamente parlando, anche se non c’è da scherzare sul cibo, io sono sempre interessata a scoprire nomi memorabili per i piatti che evocano le tradizioni, i viaggi e le esperienze delle persone che cucinano il piatto, e dei loro antenati prima di loro.

Quali sono alcuni nomi di ricette memorabili nella vostra tradizione culinaria? O in una nuova tradizione che avete incontrato?

Oh, e qui di seguito vi lascio la ricetta… Voilà! (viene meglio se preparata con una melodia Afro-Cubana di accompagnamento)

-Odette

foto: gastronomy project

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